Mulino Ruatti
Il Mulino Ruatti situato nel comune di Rabbi, ha una storia che risale al Duecento, quando le prime strutture vennero annoverate tra le proprietà del Principato vescovile di Trento. I proventi del mulino erano considerati parte delle entrate della famiglia Thun-Hohenstein, feudataria della valle. La costruzione del Mulino Ruatti di Pracorno risale prima del 1830, come indicato sull'affresco che decora la facciata.
Il mulino è rimasto in funzione almeno fino alla seconda metà del Novecento, quando lo stato di abbandono degli anni successivi ha messo seriamente a rischio la struttura. Successivamente, il Mulino Ruatti è stato acquisito dalla Provincia autonoma di Trento e restaurato.
L'aspetto esterno del mulino conserva le tradizionali caratteristiche di questo tipo di edifici. La ruota in legno, situata al centro, è collegata ai canali che portano l'acqua dal torrente Rabbies fino al mulino. Le pareti esterne, completamente in pietra, presentano due ingressi: uno che porta alle macine e agli ingranaggi del mulino, e un altro alla cantina e alle stalle. Accanto al secondo ingresso si trova una scala che conduce alle vecchie camere da letto, alla cucina e alla nuova stanza di accoglienza per i visitatori. Inoltre, in facciata, è presente un affresco raffigurante la Madonna di Caravaggio e Santa Caterina d'Alessandria, patrona dei mugnai.
L'allestimento del Mulino Ruatti offre ai visitatori un'esperienza unica, presentando una panoramica sulla società rurale e sull'economia contadina della Val di Rabbi. Attraverso oggetti quotidiani e con pochi supporti mediatici, il visitatore può immergersi nel passato e comprendere meglio l'attività svolta nel mulino. I commenti recitati dal locale gruppo di teatro offrono un sottofondo verbale coinvolgente, rendendo la visita ancora più suggestiva.
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